Sostenibilità ambientale e governance territoriale nella normativa turistica italiana ed europea

Abstract

Il presente contributo analizza l’evoluzione della legislazione turistica alla luce dei principi di diritto pubblico, con particolare attenzione alla ripartizione delle competenze legislative tra Stato e Regioni in Italia (art. 117 Cost.) e alle direttive europee sulla transizione ecologica. Il lavoro esamina come gli strumenti di governo del territorio (piani paesaggistici, concessioni demaniali, regolamentazione dei flussi turistico-esperienziali) possano bilanciare il principio della libertà di iniziativa economica privata (art. 41 Cost.) con la tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale (art. 9 Cost.).

Parole chiave: Diritto Pubblico, Legislazione Turistica, Articolo 117 Cost., Concessioni Demaniali, Sostenibilità Ambientale, Governance Territoriale.

1. Introduzione e Inquadramento Costituzionale

Il turismo rappresenta uno dei settori chiave dell’economia italiana, ma la sua regolamentazione solleva complesse questioni di diritto pubblico. L’attività turistica, pur afferendo prevalentemente alla sfera dell’iniziativa economica privata, interseca beni pubblici primari: il paesaggio, il patrimonio storico-artistico, il demanio marittimo e la tutela dell’ambiente.

Il quadro costituzionale di riferimento si fonda sull’equilibrio tra due pilastri:

  1. L’Art. 9 della Costituzione: riformato recentemente (L. Cost. 1/2022), integra la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi tra i principi fondamentali della Repubblica.
  2. L’Art. 41 della Costituzione: sancisce la libertà di iniziativa economica, ponendo tuttavia il limite dell’utilità sociale e della tutela della salute, dell’ambiente e della sicurezza.

In questo contesto, la legislazione turistica non può più essere considerata un mero insieme di norme promozionali o amministrative, ma si configura come una disciplina di governance multilivello orientata allo sviluppo sostenibile.

2. Il Riparto di Competenze tra Stato, Regioni ed Enti Locali

2.1 L’evoluzione del Titolo V della Costituzione

A seguito della riforma del Titolo V della Costituzione (Legge Costituzionale n. 3/2001), il turismo è passato da materia a competenza concorrente a materia di competenza residuale ed esclusiva delle Regioni (art. 117, comma 4, Cost.).

Tuttavia, il turismo non costituisce una materia “isolabile”. Esso presenta una forte natura trasversale, intrecciandosi con materie riservate alla competenza esclusiva dello Stato:

  • Tutela dell’ambiente e dell’ecosistema (art. 117, co. 2, lett. s);
  • Tutela della concorrenza (art. 117, co. 2, lett. e);
  • Ordinamento civile e penale (art. 117, co. 2, lett. l).

2.2 Il ruolo della Corte Costituzionale

La giurisprudenza della Corte Costituzionale (a partire dalla sent. n. 197/2003 e successive) ha chiarito che lo Stato conserva la facoltà di adottare linee guida e principi unitari (es. il Codice del Turismo, D.Lgs. 79/2011) laddove sia necessario garantire l’unità economica e sociale del Paese, invocando la c.d. “chiamata in sussidiarietà” (art. 118 Cost.).

3. Le Principali Nodali della Legislazione Turistica Attuale

3.1 La gestione del Demanio Marittimo e la Direttiva Bolkestein

Un nodo centrale del diritto pubblico del turismo concerne le concessioni balneari. La Direttiva Europea 2006/123/CE (cd. Direttiva Servizi o Bolkestein) impone procedure di evidenza pubblica per l’assegnazione dei beni demaniali, al fine di garantire il libero mercato e la concorrenza. La giurisprudenza del Consiglio di Stato e della Corte di Giustizia UE ha ripetutamente affermato l’illegittimità delle proroghe automatiche nazionali, imponendo alle amministrazioni pubbliche una riconversione verso procedure trasparenti e concorrenziali.

3.2 Il sovraffollamento turistico (Overtourism) e i poteri amministrativi locali

L’aumento dei flussi turistico-residenziali e l’esplosione delle locazioni brevi pongono i Comuni di fronte alla necessità di adottare atti amministrativi limitativi:

  • Regolamentazione del traffico nei centri storici o nei passi montani;
  • Introduzione del contributo di sbarco o di accesso (es. il caso di Venezia);
  • Limiti urbanistici alla destinazione d’uso turistica degli immobili.

Tali misure richiedono un attento bilanciamento di proporzionalità tra la tutela della vivibilità urbana (art. 9 Cost.) e la libera circolazione e intrapresa economica (artt. 16 e 41 Cost.).

4. Discussione e Implicazioni di Policy

L’analisi della normativa vigente evidenzia la necessità di superare la frammentazione regionale attraverso una programmazione strategica nazionale che integri:

  1. Pianificazione urbanistico-paesaggistica integrata: Coordinamento tra i Piani Paesaggistici Regionali (PPR) e i Piani di Sviluppo Turistico.
  2. Standard minimi di sostenibilità: Vincolare la concessione di licenze o finanziamenti pubblici al rispetto di criteri ambientali minimi (CAM) ed efficientamento energetico delle strutture ricettive.
  3. Digitalizzazione e gestione dei dati (Smart Tourism): Utilizzo di piattaforme pubbliche di monitoraggio dei flussi per prevenire impatti ambientali irreversibili.

5. Conclusioni

Il Diritto Pubblico del turismo si trova oggi a un punto di svolta. La sfida principale per il legislatore e per l’amministrazione pubblica consiste nel trasformare il diritto della legislazione turistica da un mero apparato autorizzatorio-burocratico a uno strumento di pianificazione dello sviluppo sostenibile. Solamente mediante il bilanciamento dinamico tra concorrenza, tutela dell’ambiente e valorizzazione delle autonomie locali sarà possibile preservare il patrimonio materiale e immateriale del Paese a beneficio delle generazioni future.

Bibliografia Essenziale

  • Ainis, T. (2018). La tutela del paesaggio e del patrimonio artistico nella Costituzione italiana. Milano: Giuffrè.
  • Morbidelli, G. (2020). Diritto del turismo e governance del territorio. Torino: Giappichelli.
  • Corte Costituzionale, Sentenza n. 197 del 1° ottobre 2003 (Riparto di competenze in materia di turismo).
  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, Sentenze n. 17 e 18 del 9 novembre 2021 (Concessioni demaniali marittime).

DOCENTE FORMATORE PROF. ROBERTO LASCO

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