23 agosto 2026
Il panorama giuridico italiano ed europeo sta affrontando una profonda metamorfosi per rispondere
alle nuove, insidiose declinazioni della violenza virtuale.
Il cyberbullismo ha ormai abbandonato i confini descrittivi tracciati originariamente dal legislatore,
rendendo obsoleti i primi strumenti di contrasto basati esclusivamente sul monitoraggio dei social
network tradizionali. Oggi le condotte lesive si sviluppano all’interno di ecosistemi digitali fluidi,
dove l’uso di canali di messaggistica istantanea crittografati, l’immancabile ricorso a profili fake e,
soprattutto, l’impiego manipolatorio di sistemi di intelligenza artificiale generativa creano danni
psicologici immediati e difficilmente riparabili. Di fronte a questa escalation, l’approccio del diritto
si sta orientando verso un duplice binario: da un lato il potenziamento dei doveri di vigilanza e
prevenzione in capo alle istituzioni scolastiche, dall’altro l’inasprimento dei percorsi di
responsabilizzazione civile e penale per i minori e per chi esercita la responsabilità genitoriale.
Un punto di svolta fondamentale nel nostro ordinamento è rappresentato dalla recente Legge 17
maggio 2024, n. 70. Questo intervento legislativo non si limita a integrare la storica Legge 71/2017,
ma ne amplia radicalmente il perimetro di applicazione unificando, sotto un unico disegno
preventivo ed educativo, le condotte di bullismo tradizionale e quelle di cyberbullismo. La vera
novità della norma risiede nella forte responsabilizzazione del sistema scolastico: ogni istituto è
oggi obbligato ad adottare stringenti codici interni di condotta e a istituire tavoli periodici di
monitoraggio. Le scuole non sono più chiamate a intervenire a valle del danno, ma devono
strutturare percorsi di prevenzione attiva, con il supporto di servizi di assistenza psicologica
coordinati a livello regionale per intercettare tempestivamente i segnali di disagio degli studenti.
A consolidare questo quadro è intervenuto il successivo Decreto Legislativo 12 giugno 2025, n.
99, che ha potenziato in modo strutturale i canali di emergenza e tutela immediata per i minori. Tra
le misure più rilevanti spicca il potenziamento del servizio telefonico pubblico «114», trasformato
in una vera e propria centrale di ascolto e primo soccorso attiva h24 su tutto il territorio nazionale.
Questo strumento consente a chiunque (vittime, coetanei, docenti o genitori) di segnalare in tempo
reale situazioni di minaccia o abuso online, attivando protocolli d’urgenza volti a mitigare lo
sviluppo di traumi psicologici complessi. Parallelamente, il decreto rafforza i poteri del Garante per
la protezione dei dati personali, velocizzando le procedure di rimozione coatta e blocco dei
contenuti multimediali lesivi dalle piattaforme social, riducendo i tempi di permanenza online del
materiale diffamatorio.
Sul piano della responsabilità civile e penale, l’attenzione della giurisprudenza si sta focalizzando
con fermezza sull’articolo 2048 del codice civile. In caso di condotte illecite poste in essere da
minori, i giudici applicano con crescente severità il principio della culpa in educando a carico dei
genitori e della culpa in vigilando a carico del personale scolastico. La giurisprudenza più recente
sottolinea come il dovere educativo delle famiglie non possa esaurirsi nella mera fornitura di
dispositivi tecnologici, ma debba sostanziarsi in una vigilanza attiva e costante sull’uso dei canali
social. La mancata educazione al rispetto dell’altrui dignità digitale espone i genitori all’obbligo di
risarcimento del danno non patrimoniale, liquidabile anche in via equitativa, per i pregiudizi arrecati
alla salute psicofisica della vittima.
Infine, il contesto internazionale impone un coordinamento normativo sovranazionale, come
dimostrato dall’adozione del Digital Services Act (DSA) a livello europeo. Il DSA impone alle
grandi piattaforme online e ai motori di ricerca stringenti obblighi di trasparenza algoritmica,
mitigazione dei rischi sistemicie sistemi rapidi di segnalazione e rimozione dei contenuti illegali.
Questa normativa si inserisce in un quadro europeo in costante evoluzione, che comprende anche le
recenti proposte di revisione della Direttiva sugli abusi sessuali a danno di minori (CSA) volte a
criminalizzare espressamente la creazione di materiale abusivo o denigratorio tramite deepfake.
Solo attraverso questa complessa architettura multi-livello – che unisce la severità delle sanzioni
civili alla tempestività dei canali di tutela amministrativa e scolastica – l’ordinamento può sperare di
arginare i danni di un fenomeno che viaggia alla stessa, incontrollabile velocità della rete.
Bibliografia d’Appoggio
D’Agostino, G. (2024). Cyberbullismo e reati informatici: le novità della Legge 70/2024 e le
tutele per i minori. Diritto e Rete, 18(4), 112-129.
Polizia Locale Ciampino – Sezione Studi Juridici. (2025). Bullismo e Cyberbullismo: analisi
dettagliata del Decreto Legislativo n. 99/2025 e nuovi strumenti di tutela per le vittime
minorenni. Poliziamunicipale.it, 34(3), 78-92. Polizia Locale Ciampino
Sacchi, M., & Associati. (2024). Le responsabilità oggettive della scuola e della famiglia alla
luce della Legge n. 70/2024 sul bullismo. Giurisprudenza Minorile Contemporanea, 12(1), 15-
33. Sacchi Associati
Scuola della Magistratura. (2025). Il minore autore di reato: dal bullismo alle condotte di
reato online nella riforma del processo penale minorile. Quaderni di Studio della Magistratura,
Dossier 202, 45-72. Scuola Magistratura
Prof Dott Maria Conserva
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