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ISTITUZIONI DEL TURISMO: LOBBY

L’ambiente economico in cui le nostre imprese operano è formato nel rispetto di una mole di norme che con il passare del tempo, fin dall’antichità, si sono evolute e modificate per ricercare una visione il più possibile coerente con le necessità umane.

Un occhio di riguardo è necessario porlo proprio alle leggi che regolano il nostro sistema economico, ma soprattutto è necessario comprendere a pieno i soggetti che dettano queste regole.

Le istituzioni sono parte fondante di una linea di pensiero, infatti, secondo gli istituzionalisti esse sono propriamente coloro che definiscono le “regole del gioco”.

Alla base di questo principio è possibile evincere che lo sviluppo di gran parte di tutto ciò di cui facciamo parte, come ad esempio la comunità, è dipendente proprio da quelle strutture che decidono il modo in cui è possibile operare nella società.

Tutti i cambiamenti che le società hanno affrontato nei millenni sono stati con il tempo regolamentati e continuamente modificati sotto una miriade di campi di azione.

In particolare, il cambiamento per noi più rilevante, in termini politici, sociali e soprattutto economici, è dove concorrono proprio le istituzioni dettandoci le regole a determinare il nostro campo d’azione.

La institutional view infatti indica che proprio le società, le imprese e più genericamente le organizzazioni, sono frutto di un adattamento rispetto all’ ambiente istituzionale in cui operano.

Possiamo notare forti macro differenze tra settori analoghi tra nazioni differenti, come ad esempio il comparto bancario italiano o più genericamente “Tedesco” in contrasto con l’ “anglosassone”.

L’esistenza di istituzioni che alla base rispecchiavano principi differenti ha permesso lo sviluppo più forte del settore bancario in Europa piuttosto che negli Stati Uniti.

All’interno dell’emanazione delle regole che fondano l’ambiente istituzionale, sono riconosciute due principali tipologie di restrizioni che vengono emanate; regole informali e formali.

Le prime derivano principalmente da fattori sociali e culturali ai quali è decisamente più complesso intervenire, poiché radicati fortemente nel tempo, mentre invece le regole cosiddette “Formali” vengono revisionate e modificate in modo più assiduo, dettate dalla necessità, in particolare ai tempi nostri, all’adattamento delle strutture politiche, economiche e sociali al continuo cambiamento.

Alla base di queste evidenze possiamo evincere che le istituzioni possono nel tempo assumere delle decisioni differenti, dettate da svariati fattori, ma soprattutto è possibile fare una sorta di “Pressione” sulle stesse che possa favorire determinati attori operanti nel mercato.

L’attività sopraenunciata è il cosiddetto “Lobbying”, formata da un gruppo organizzato di persone, che permette un’influenza all’interno delle istituzioni per favorire degli interessi e portare vantaggi competitivi importanti, determinando rendite di influenza.

La suddetta attività fino ai nostri giorni è stata fortemente contestata; l’esistenza di differenti convenzioni istituzionali determina una modificazione dell’intero ordine sociale, per cui la pressione di alcuni portatori di interesse su temi caldi è fortemente polemizzata dall’opinione pubblica, in particolare in Italia.

La “Repubblica” definisce in Italia questa attività una cosiddetta “Terra di nessuno” poiché l’approvazione di leggi all’interno del parlamento avviene in via del tutto deregolamentata.

Nel parlamento del belpaese in merito sono stati presentati, negli anni, 58 disegni di legge per dare una forma più trasparente al lobbying, ma ad oggi la legge italiana si trova sprovvista di una vera e propria giurisdizione.

A tal riguardo la “Repubblica” ha svolto uno studio richiedendo ad un “operatore di interesse”, tal Luigi Ferrata, di enunciare le modalità con cui questo processo avviene.

Il soggetto in merito dichiara che durante la formazione di un disegno di legge richiede informazioni e, analizzati i contenuti, propone attività di lobbying a soggetti potenzialmente interessati.

Ricercato il potenziale cliente, il lobbista agisce per contattare i membri all’interno del parlamento che potrebbero influire sulle votazioni e spesse volte, a quanto dichiarato, questo procedimento avviene nelle commissioni del parlamento, “Ci sono meno persone, i provvedimenti vengono discussi sul serio e c’è maggior interesse a recepire ulteriori informazioni dai soggetti che possono essere coinvolti dall’eventuale legge”.

L’approccio del lobbista risulta esecutivamente molto diretto, “L’approccio avviene in molti modi, mail, telefonate, messaggi. Di solito però cerca il contatto personale, magari durante un incontro in cui sa che sarà presente l’uomo che interessa”.

L’ultimo passaggio del processo d’ influenza secondo Ferrata avviene proprio attorno ad un tavolo, nonostante l‘impossibilità di avere la certezza che la pressione sia stata accettata, è possibile prenderne atto da disegni di legge o emendamenti, sebbene resti sempre il fatto che: “Non c’è un metodo per scoprire un’attività di lobbying” conclude Ferrata.

In Italia non vi è la presenza di norme che indichino a politici e ministri l’obbligo di indicare apertamente se si sono intrattenute delle relazioni con particolari portatori di interesse.

Il cooling off, ossia il periodo di “raffreddamento” tra cariche pubbliche e private, nelle nazioni europee è della durata di 2 anni, mentre in Italia questo periodo è nullo, rischiando potenzialmente di poter portare interessi di privati nel pubblico e la possibilità di utilizzare sinergie opposte.

Sebbene una opinione negativa in merito al lobbying sia espressa dalla popolazione, esso d’altro canto è un aspetto che può essere osservato da più punti di vista, infatti le nazioni enunciate come “simbolo”, gli Stati Uniti ad esempio, sono caratterizzati da una forte attività in questo ambito.

La visione più ottimistica in merito viene riportata da “Repubblica” nell’intervista al professor Petrillo della Università Luiss Guido Carli.

Egli sostiene che l’attività di influenza è strumentalizzata dalla politica e dalla opinione pubblica, poiché in carenza di una legislazione finalizzata, non è possibile ricondurre le varie inefficienze politiche, delegandole alle lobby.

Esse vengono ricondotte a “capri espiatori” verso i quali è possibile ricondurre tutte le inefficienze politiche.

La carenza di legislazione inoltre determina una fortissima opacità nel processo di legislazione, gettando una luce negativa proprio in questa attività, poiché l’inesistenza di registri pubblici, in merito ad incontri tra il pubblico ed il privato, priva i cittadini stessi della comprensione veritiera e corretta della decisione politica, generando problemi di asimmetria informativa.

Attualmente uno studio effettuato dalla Università Sapienza di Roma, attesta che solamente il 20% del lobbying praticato in Italia è possibile ricondurlo a specifici soggetti, mentre invece la restante parte risulta in una zona “d’ombra”.

La suddetta attività sebbene nelle controversie, può essere fondamentale per la formazione di un ambiente economico che rispecchi maggiormente le necessità dei comparti produttivi.

Il settore del turismo in Italia esercitando l’attività di influenza, potrebbe giovarne creando non solo un interesse personale, ma bensì delle esternalità positive a tutta l’economia.

Nonostante la difficoltà di riconoscimento di questi enti e soprattutto la difficoltà di canalizzazione della loro “potenziale” clientela per via della controversa legislazione, in Italia per il turismo, presso la Camera dei Deputati vi sono iscritti solamente alcuni dei principali portatori di interesse.

La presenza di gruppi di interesse può promuovere un fattore decisamente importante, specialmente ai tempi dell’iper-competizione che ha dettato un calo costante del valore aggiunto delle imprese, una opportunità di “rendita”.

Le rendite di influenza determinano un vantaggio competitivo di un settore rispetto ad un altro, permettendo delle “regole del gioco” assegnate in un modo migliore, coordinate con la realtà politica che ne legifera in merito e salvaguardando la stabilità economica. Nei registri della Camera dei Deputati in merito ad i portatori di interesse, possiamo riscontrare due enti iscritti allo svolgimento di questa attività: Fiavet, associazione italiana viaggio e turismo e Federturismo.

Atella, 19.06.2026

Prof. Dott. Antonio Tanzillo

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