Nel cuore di Tianjin, il vertice annuale dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), ha offerto molto più di una passerella diplomatica. È stato un laboratorio geopolitico dove Cina, Russia, India e altri attori regionali hanno delineato una visione alternativa all’ordine internazionale dominato dall’Occidente. Il messaggio è stato chiaro: il mondo non è più unipolare, e il dollaro non è più intoccabile.
Xi, Putin e Modi: convergenze strategiche
Il presidente cinese Xi Jinping ha aperto il vertice con un appello alla costruzione di “una comunità con un futuro condiviso per l’umanità”, un concetto che va ben oltre la retorica. Xi ha proposto un modello di relazioni internazionali basato su cooperazione economica, sicurezza condivisa e rispetto della sovranità, in contrasto con le logiche di blocco e sanzione che caratterizzano l’approccio occidentale.
Il bilaterale tra Vladimir Putin e Narendra Modi ha rafforzato questa traiettoria. I due leader hanno discusso di commercio, energia e coordinamento strategico, con particolare attenzione alla de-dollarizzazione. Putin ha sottolineato: «La cooperazione commerciale ed economica sta mostrando dinamiche generalmente positive. Stiamo coordinando strettamente i nostri sforzi sulla scena internazionale».
De-dollarizzazione: un progetto concreto
Uno dei temi sottotraccia ma centrali del vertice è stato la riduzione del peso del dollaro nelle transazioni internazionali. Russia e Cina già da tempo conducono scambi bilaterali in rubli e yuan, mentre l’India ha avviato accordi per pagamenti in rupie con diversi partner asiatici. L’Iran, recentemente entrato nella SCO, ha tutto l’interesse a promuovere circuiti alternativi al sistema SWIFT, da cui è stato escluso.
Questa tendenza non è solo simbolica: è un tentativo concreto di costruire un’infrastruttura finanziaria parallela, capace di resistere alle pressioni politiche e alle sanzioni. La SCO, che rappresenta circa metà della popolazione mondiale e un quarto del PIL globale, ha il peso necessario per rendere questa alternativa credibile.
Geopolitica del blocco SCO: tra sicurezza e influenza
La SCO non è una semplice alleanza economica. È un blocco strategico che mira a stabilizzare l’Asia centrale, contenere l’influenza della NATO e promuovere un modello di governance regionale. La presenza simultanea di India e Pakistan, storici rivali, e l’ingresso dell’Iran, mostrano la capacità dell’organizzazione di gestire tensioni interne pur mantenendo una visione comune.
La Cina, in particolare, utilizza la SCO come piattaforma per espandere la Belt and Road Initiative, offrendo investimenti infrastrutturali in cambio di allineamento politico. La Russia, isolata dall’Occidente, trova nella SCO un canale per mantenere rilevanza globale. L’India, pur mantenendo una posizione autonoma, riconosce l’importanza di essere parte di un sistema multipolare.
Il tramonto dell’unipolarismo?
Il vertice di Tianjin segna un punto di svolta. Non si tratta solo di dichiarazioni di intenti, ma di azioni coordinate per ridisegnare l’architettura globale. La riduzione del peso del dollaro, la promozione di valute locali, la creazione di meccanismi di pagamento alternativi e la cooperazione in ambito tecnologico e militare sono tasselli di un mosaico che punta a superare l’egemonia occidentale.
In un mondo sempre più frammentato, la SCO si propone come catalizzatore di un nuovo equilibrio. Non è ancora chiaro se riuscirà a sostituire le strutture esistenti, ma è evidente che sta già cambiando le regole del gioco.
Scenari futuri: verso un nuovo equilibrio globale
Il vertice SCO di Tianjin non è stato solo una tappa diplomatica, ma un segnale di trasformazione sistemica. Le implicazioni geopolitiche e geoeconomiche che ne derivano aprono a scenari futuri che meritano attenzione:
• Accelerazione della de-dollarizzazione: Se la SCO riuscirà a consolidare meccanismi di pagamento alternativi e promuovere l’uso di valute locali, il ruolo del dollaro come valuta di riserva globale potrebbe subire un lento ma significativo ridimensionamento. Questo processo, già in corso nei BRICS, potrebbe estendersi a un numero crescente di Paesi emergenti.
• Crescita di un asse eurasiatico: Cina, Russia, India e Iran stanno costruendo un asse strategico che potrebbe ridefinire le rotte commerciali, energetiche e digitali. La Nuova Via della Seta, il Corridoio Nord-Sud e le infrastrutture digitali condivise sono strumenti di integrazione che sfidano l’egemonia occidentale.
• Riforma delle istituzioni globali: La SCO, insieme ai BRICS, potrebbe spingere per una revisione delle istituzioni internazionali come FMI, Banca Mondiale e ONU, chiedendo maggiore rappresentanza per i Paesi del Sud globale e promuovendo modelli di governance più inclusivi.
• Rischio di frammentazione sistemica: La nascita di blocchi paralleli potrebbe portare a una frammentazione dell’ordine globale, con regole, standard e alleanze divergenti. Questo scenario comporta rischi di instabilità, ma anche opportunità di adattamento per gli attori capaci di muoversi con flessibilità.
• Diplomazia multipolare come nuova norma: Le relazioni internazionali potrebbero evolvere verso una diplomazia fluida, basata su interessi convergenti più che su ideologie. La SCO rappresenta un laboratorio di questa nuova normalità, dove la cooperazione convive con la competizione.
In sintesi, il vertice di Tianjin ha mostrato che il mondo non è più in attesa di un cambiamento: lo sta già costruendo. E chi saprà leggere questi segnali, potrà anticipare le nuove traiettorie del potere globale.
Roma 22 Novembre 2025
Prof. Antonio ROMANO




