Nel cuore della trasformazione digitale dell’economia europea, la Banca Centrale Europea (BCE) sta portando avanti il progetto dell’euro digitale, una valuta elettronica pubblica che potrebbe affiancare il contante e rivoluzionare il modo in cui cittadini e imprese effettuano pagamenti. Ma cosa significa davvero questo piano e quali sono le implicazioni economiche, politiche e strategiche? Perché introdurre l’euro digitale?
L’obiettivo principale della BCE è duplice: ridurre la dipendenza da fornitori di pagamento non europei, come Visa, Mastercard o le Big Tech americane, che oggi dominano l’infrastruttura dei pagamenti digitali.
Rafforzare il ruolo internazionale dell’euro, rendendolo più competitivo rispetto al dollaro e alle valute digitali emergenti, come lo yuan digitale cinese.
Come ha sottolineato Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo della BCE, “l’euro digitale mira a garantire autonomia strategica in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche”.
Cosa sarà l’euro digitale dal punto di vista tecnico? L’euro digitale sarebbe una moneta emessa direttamente dalla BCE accessibile a tutti, ovvero, una Central Bank Digital Currency (CBDC). A differenza delle criptovalute, non sarebbe soggetta a volatilità né gestita da attori privati. Dunque, sarebbe un servizio gratuito e sicuro per i cittadini, universale, accettato ovunque nell’area euro, rispettoso della privacy, con sistemi che impedirebbero la tracciabilità individuale da parte della BCE
Quali saranno le implicazioni geoeconomiche? Qui entriamo nel cuore dell’analisi dell’euro digitale che dovrebbe:accelerare la de-dollarizzazione: offrendo un’alternativa credibile al dollaro nei pagamenti internazionali, soprattutto tra Paesi europei e partner strategici. Rendere l’Europa più resiliente: in caso di blackout tecnologici o crisi finanziarie, l’euro digitale garantirebbe continuità nei pagamenti Stimolare l’innovazione: creando un ecosistema competitivo per i pagamenti digitali, con regole europee e infrastrutture condivise
Quali sono e saranno le aree di criticità e le sfide?
*Rischio di destabilizzazione bancaria: se i cittadini trasferissero i propri depositi dalle banche commerciali alla BCE, si potrebbe ridurre la liquidità del sistema bancario. Per questo, nel progetto Euro digitale la BCE prevede limiti al possesso individuale. * Accettazione politica: il progetto richiede l’approvazione del Parlamento europeo e degli Stati membri, che stanno ancora discutendo il quadro legislativo. *Concorrenza con le criptovalute: anche se l’euro digitale non è pensato come strumento di investimento, dovrà competere con l’attrattiva delle libere criptoattività.
Confronto globale: euro digitale, yuan digitale e dollaro digitale
Nel panorama delle valute digitali emesse dalle banche centrali (CBDC), tre progetti si distinguono per ambizione e impatto geopolitico: l’euro digitale, lo yuan digitale e il futuro dollaro digitale. Sebbene condividano l’obiettivo di modernizzare i sistemi di pagamento, le loro motivazioni e architetture riflettono visioni profondamente diverse. Nella tabella sono riportati i riferimenti principali:
| Valuta Digitale | Obiettivo Strategico | Stato del Progetto | Tecnologia e Privacy | Implicazioni Geopolitiche |
| Euro Digitale | Autonomia strategica europea, inclusione finanziaria | In fase di test, con possibile lancio entro il 2026 | Elevata tutela della privacy, limiti al possesso individuale | Riduzione della dipendenza dal dollaro e dai circuiti USA |
| Yuan Digitale | Controllo interno, espansione internazionale | Già in uso, test avanzati in ASEAN. BRICS, alcuni stati africani e Medio Oriente | Forte tracciabilità, integrato con sistemi di sorveglianza | Sfida diretta al dollaro, promozione di un sistema multipolare |
| Dollaro Digitale | Mantenere la leadership globale nei pagamenti | In fase di studio, con dibattito politico e tecnico in corso | Ancora incerto, con attenzione alla privacy e alla concorrenza bancaria | Difesa del ruolo dominante del dollaro nel sistema finanziario |
Considerazioni strategiche e geoeconomiche.
La Cina è in vantaggio: lo yuan digitale è già operativo e viene testato per i pagamenti transfrontalieri, soprattutto con Paesi asiatici e africani. La piattaforma Bridge e il sistema CIPS stanno guadagnando terreno come alternative a SWIFT.
L’Europa punta sull’equilibrio: il progetto dell’euro digitale è più cauto, con attenzione alla privacy e alla stabilità bancaria. Ma potrebbe diventare un libero modello di CBDC interoperabile, soprattutto se integrato con altri sistemi europei. Allo studio i limiti al possesso individuale.
Gli Stati Uniti sono in ritardo: il dibattito sul dollaro digitale è rallentato da questioni politiche e da una certa resistenza del sistema bancario privato. Tuttavia, la Fed e il governo americano dovrebbero essere consapevoli che un ritardo eccessivo potrebbe compromettere la leadership monetaria americana.
In conclusione, le valute digitali, le piattaforme BRIDGE e i sistemi di trasferimento tipo CIPS (Cross-Border Interbank Payment System), offriranno servizi innovativi di compensazione e regolamento per le transazioni transfrontaliere. Siamo all’alba di una era di grandi cambiamenti del mondo geopolitico e geoeconomico che in Europa dovremmo velocemente gestire e governare in forma pioneristica.
Prof. Dr. Antonio ROMANO
Professore a contratto di Economia – A.U.G.E Università – Roma
Direttore del Dipartimento di Scienze Economiche – A.U.G.E Università – Roma
Senatore Accademico presso Senato Accademico – A.U.G.E Università – Roma
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